Il linguaggio del cortometraggio – Cristina Picchi

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Lo sviluppo del linguaggio del cortometraggio – venerdì 1° aprile al Teatro Franco Parenti

Il linguaggio del cortometraggio: Cristina Picchi

di Enrico Vannucci*

Il cortometraggio è per molti un oggetto misterioso. Nonostante una proliferazione sempre maggiore di festival ed eventi che ospitano sezioni o che sono espressamente dedicati alla forma cinematografica più breve questa rimane perlopiù sconosciuta al grande pubblico.

La totale assenza dei cortometraggi dalle programmazioni delle sale non aiuta la loro conoscenza e diffusione. I corti sono dunque spesso condannati a rimanere ignoti, non solo agli spettatori occasionali o abitudinari ma anche ai cinefili più appassionati. Eppure dopo decenni di discussioni in merito alla salute del cinema italiano sarebbe il caso di accorgersi come le opere probabilmente più interessanti realizzate negli ultimi anni da registi italiani siano proprio cortometraggi.

Molti di questi autori sono sconosciuti al grande pubblico così come i loro film ma è proprio tra queste produzioni che possiamo scovare un cinema nuovo, diverso da quello cui siamo abituati a vedere nelle sale cinematografiche, non solo per la sua lunghezza.

Cristina Picchi racchiude molte delle caratteristiche di questa corrente, che ancora non possiamo definire come un “movimento artistico” omogeneo, ma alla quale possiamo ascrivere diverse peculiarità comuni a molti suoi appartenenti. Nata e cresciuta in Italia, Cristina Picchi ha realizzato la quasi totalità dei suoi film all’estero: Russia, Canada e in particolar modo nel Regno Unito dove ha vissuto a lungo.

Definirla una documentarista sarebbe limitativo. Il suo è un cinema emozionale che riesce a connettere i sentimenti dei personaggi e dei luoghi da lei esplorati con quelli dello spettatore, creando una sintonia emotiva sublimata dalle epifanie audio-visive che compongono le sue opere. Un cinema che, sebbene apparentemente snobbato dalle produzioni italiane, ha saputo farsi apprezzare presso i maggiori festival mondiali. Un “nuovo cinema italiano” che per svilupparsi ha dovuto trovare un ambiente più favorevole oltreconfine – caratteristica comune a molti degli appartenenti a questa nuova corrente – e che ci fa riflettere anche sulla reale natura della nostra cinematografia nazionale.

Enrico Vannucci e Cristina Picchi saranno ospiti a NUOVO CINEMA PARENTI Gli Inediti venerdì 1° aprile
c/o Teatro Franco Parenti
Programma per venerdì 1° aprile
– Foyer dalle h20.15
h20.15
Apertura bistrot… a kilometro ceCINEpas. E poi musica, banchetti con libri e gadget cinefili
h20.30 Incontro con la regista Cristina Picchi e il programmer della Mostra del Cinema di Venezia Enrico Vannucci, sullo sviluppo del linguaggio del cortometraggio e le possibilità di co-produzioni internazionali per i filmmaker italiani
– Sala AcomeA alle h21.30
Champ des possibles
di Cristina Picchi (Canada, 2015, 13min)
The Forbidden Room di Guy Maddin, Evan Johnson (Canada, 2015, 130min)
La proiezione sarà replicata mercoledì 6 aprile 2016, semrpe al Teatro Franco Parenti

 

*Enrico Vannucci lavora come consulente per i cortometraggi alla Mostra del Cinema di Venezia ed è un membro del comitato organizzativo di ViaEmili@DocFest. Dal 2010 al 2014 ha lavorato in qualità di direttore per Ozu Film Festival. Ha pubblicato articoli sull’ecosistema dei festival, in particolare quelli del cortometraggio, e parlato a conferenze sull’argomento. Inoltre come giornalista ha coperto i maggiori film festival dal 2009.